Uno sguardo sui Campionati Mondiali di Atletica di Londra

Londra capitale dell’atletica mondiale 2017. Infatti dal 14 al 23 luglio lo Stadio Olimpico della capitale britannica ha iniziato con l’ospitare la rassegna iridata paralimpica. Le star della nazionale italiana, Assunta Legnante e Martina Caironi, non hanno tradito le attese. La napoletana di casa ormai nelle Marche vince il getto del peso da 4kg con 15,82m, purtroppo unica misura valida della giornata per lei a causa di un infortunio muscolare durante la gara, ma quanto è bastato per tenere a distanza la rivale uzbeca. Il suo ricco medagliere personale si arricchisce di un altro oro prezioso. Ennesima medaglia d’oro anche per la Caironi, velocista lombarda già protagonista ai Giochi Olimpici di Rio. 14″65 per coprire la distanza di 100 metri, una manciata di centesimi dal suo record del mondo. Donne imbattibili che hanno accompagnato una squadra a buoni livelli, spedizione con risultati eccellenti !!

Primi giorni di gare invece per la massima rassegna dei normodotati sempre sotto l’egida della IAAF, la federmondiale. Come in ogni edizione, per il momento ci sono state conferme e sorprese. Per i colori italiani da segnalare per ora un maestoso Daniele Meucci che nella maratona è sesto assoluto, secondo dei bianchi (quarta piazza per l’inglese Hawkins) dopo gli imprendibili keniani ed etiopi. 2h10’56” è il suo miglior tempo di sempre!

La sorpresa in negativo più eclatante è il terzo posto di Usain Bolt nei 100 metri, dominatore della velocità breve da un decennio. Per gli addetti ai lavori sorpresa non più di tanto. Innanzitutto la scelta di non correre i 200 ha confermato una preparazione invernale presumibilmente incompleta come volumi di lavoro e allenamenti ridotti. Dopo i turni eliminatori la solita brillantezza non è emersa, soprattutto in partenza e fase di accelerazione, due fasi “buttate un pò là”; ai tempi d’oro si notava un lavoro costante e preciso su questi aspetti. Ma un addio alle gare con un bronzo non è male e non cambia il giudizio sulla sua strepitosa carriera, è l’uomo più veloce del mondo.

Conferme dall’asta femminile con la supremazia della greca Stefanidi (4,91m) vista per tutta la stagione. La bella belga dell’eptathlon, Nafissatou Thiam è capace di quasi 7000 punti con parziali da 1,91m nell’alto e ben 53 metri nel giavellotto! 

Una gara mozzafiato di salto in lungo maschile con un batti e ribatti tra l’americano Lawson e il sudafricano Manyonga, 8,44m a 8,48m in favore di quest’ultimo.

Dai lanci, in particolare il peso maschile, la bordata da “over” 22 metri è del neozelandese Walsh (22,03m); delusione per il tedesco Storl reduce da una stagione controversa. 

SECONDA PARTE

I 400 metri piani si confermano il regno del sudafricano Wayde Van Niekerk, uscito alla ribalta alle Olimpiadi di Rio per il favoloso record del mondo. Per gli altri nessuna possibilità per ora contro la facilità di corsa e il velocissimo passaggio a metà gara del giovane corridore. Gran gara di asta maschile, così come per le donne, vinta dall’americano Sam Kendricks con 5,95m, duello bellissimo col francese Lavillenie (stagione di infortuni per lui) che però finisce terzo per numero di errori con la stessa misura (5,89m) del secondo, il polacco Piotr Lisek, atleta possente e con un temperamento invidiabile. 

Sorpesissima negli 800m uomini dove, grazie ad una tattica precisa e una gestione di ritmo eccellente, il francese Pierre Bosse brucia la concorrenza nordafricana e chiude con lo stagionale di 1’44″67. Secondo il polacco Kszczot. L’Europa c’è ancora! Per l’Italia al femminile Ayomide Folorunso non riesce a strappare la finale nei 400 ostacoli: delusa comprensibilmente (perché quando sei lì ci devi credere e sperare) dopo un buon primo turno (55″50 SB) in semifinale non si esprime sui suoi livelli…e pensare che sarebbe bastato un 55″35. Nulla toglie alla stagione super della campionessa europea Under 23.

200 metri uomini: lo junior Filippo Tortu chiude la sua prima esperienza mondiale con un bel 20″62 in semifinale. Non può che essere contento il talento nuovo della velocità azzurra. Finale a sorpresa. Wayde Van Niekerk negli ultimi metri non riesce a contenere la furia turca di Ramil Guliyev (20″09) che strappa l’oro dal collo del sudafricano. Terzo il trinidegno  Jereem Richards. Cambio generazionale in atto. 

Sorrisi italiani anche dalla pedana del lancio del martello con Marco Lingua che accede alla finale dei migliori 12 al mondo. Tifiamo per lui. 

Ultima sorpresa del sesto giorno di gare viene dai 400 ostacoli maschili. Vince il norvegese Karsten Warholm con 48″35; la sua espressione sul traguardo dice tutto sulla incredulità mista a felicità. Delusione per lo statunitense Clement, solo terzo, lui che era il favorito. 

TERZA PARTE

Tra le donne del giro di pista con ostacoli la fa da padrone con 53″07 l’americana meno attesa, Kori Carter, a scapito della bella Dalilah Muhammad. Un cenno alla quarta classificata, la ceca Zuzana Hejnovà, che fa registrare un buon 54″20 e capace di gestire tutti i turni di questo mondiale con una ritmica invidiabile. Un esempio di costanza e lavoro.

Grandi balzi dal salto triplo uomini. Il solo Nelson Evora, portoghese di 33 anni giunto terzo, riesce a contenere la truppa a stelle e strisce.  Per poco addirittura sarebbe stato 1/2/3 americano con Chris Bernard che è arrivato a soli 3cm dal podio. Vince Christian Taylor su Will Clay con 17,68m. 

Il salto in alto al femminile è amaro per l’Italia. Eliminate in qualificazione sia Erika Furlani che Alessia Trost con salti davvero poco convincenti per motivi diversi. Peccato. Rimane comunque un settore di tradizione in continuo fermento a livello nazionale che saprà fare bene molto presto. Al maschile Gianmarco Tamberi litiga con l’asticella nei salti d’esordio della qualificazione, qualche errore di troppo che gli è costato caro nonostante il bel 2,29m che però gli nega la finale, per un fallo di troppo appunto. Nulla toglie al suo recupero che lo riporterà presto sul tetto del mondo. Gara vinta dal magico Mutaz Essa Barshim con 2,35m, terzo a sorpresa il syriano Ghazal.

Capitolo Staffette. Gli Usa vincono la 4×100 donne davanti alla Gran Bretagna e alla Jamaica; stesso podio nella staffetta del miglio (4×400 – ndr) che vede però al terzo posto una bella Polonia. Tra gli uomini la sorpresa che non ti aspetti (o quasi): Jamaica out per l’infortunio di Usain Bolt in ultima frazione che si accascia in pista a 50m dalla fine, amara conclusione per i tifosi dell’isola del reggae. 4×100: Gran Bretagna, USA e Giappone. 4×400: Trinidad/Tobago, USA e Gran Bretagna. A conti fatti l’sola britannica unita all’Irlanda del Nord è la regina delle staffette!!!

Ultimo giorno di gara di bronzo per l’Italia. Antonella Palmisano conquista la terza piazza grazie ad una gara perfetta nella 20km di marcia. In testa fin dai primi metri la marciatrice azzurra ha ceduto solo alla cinese Yang e alla messicana Gonzalez. Una medaglia che rende meno amara la trasferta azzurra, deludente sotto diversi punti di vista. Ai vertici federali ora spetta una analisi davvero delicata.