La conquista del Castello di Gradara – Percorso su strada

Si pubblica il tracciato su strada che il nostro gruppo podisti nella persona di Marco Magi ha inviato alla rivista “Runner’s World” che è apparsa nel numero di gennaio 2010. Strepitoso!!!

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CARATTERISTICHE DEL PERCORSO

Terreno
Asfalto (prevalenza)
Terreno (minima parte)

Altimetria
Pianeggiante
Salita/Discesa

Tipologia del percorso
Strada secondaria poco battuta dal traffico

Luogo dove si sviluppa il percorso
Paese, Campagna, Collina

Topic del percorso
Presenza di bellezze naturali
Presenza di bellezze artistiche-architettoniche
Percorso Panoramico

Caratteristiche tecniche – Percorso adatto a:
Lungo/Lunghissimo
Fartlek
Salite

Servizi
Fontanelle, Bagni, Presenza di alberi ed ombreggiamento, Ristori (bar), Park auto, Servizio bus per raggiungere il percorso

Sicurezza
Zona molto tranquilla si può correre da soli uomini e donne (prevalente)
Zona con traffico moderato

CHILOMETRAGGIO PERCORSO
21km e 500m

INSERIMENTO MAPPA SU TRAINING LOG*
Il percorso è stato inserito su Training Log con il nome “La conquista del Castello di Gradara

Valutazione (da 1 a 5)

Interessere naturalistico del percorso

3

Interesse artistico del percorso 4
Interesse tecnico del percorso

5

Servizi (numero e qualità)

3

Sicurezza

4

Valutazione complessiva

4

DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEL PERCORSO

Quello di seguito descritto è un bellissimo percorso ad anello di 21 Km e 500 mt. sviluppato su percorso misto collinare all’interno del territorio del Comune di Gradara, Capitale del Medioevo ed inserito nel Club de “I Borghi più belli d’Italia”. Questo paese è noto per il suo splendido Castello Medioevale, originariamente eretto dalla famiglia dei “Malatesta” di Rimini (foto 1), e al cui interno si è svolta la celebre tragedia di “Paolo e Francesca” narrata da Dante nel V Canto dell’Inferno (“Amor ch’a nullo amato amar perdona…”). Una volta terminato il percorso proposto, quindi, è doverosa una visita al Castello e al bellissimo borgo, con possibilità, vivamente consigliata, di salire sui camminamenti di ronda che percorrono la cinta muraria che racchiude l’antico paese.

La partenza del nostro percorso è prevista, per comodità, dal Piazzale Mancini ai piedi delle mura Malatestiane ed in fondo alla scalinata di circa 80 mt. (foto 2) che porta al romantico e panoramico “Monte delle Bugie”, il cui nome, leggenda vuole, sia dovuto alle bugie che gli innamorati dicono promettendosi su di esso amore eterno; più verosimilmente da attribuirsi alle buche (in dialetto appunto “bùgie”), lì scavate in passato per meglio conservare il grano durante l’inverno. Nel Piazzale indicato per la partenza è possibile lasciare la macchina spendendo pochi euro per l’intera giornata. In alternativa, non molto distante, ci sono anche alcuni parcheggi gratuiti.

Il percorso inizia in leggera salita per i primi 200 metri passando in prossimità della Torre dell’Orologio, per poi iniziare una discesa di circa 1 Km da effettuare seguendo sempre le indicazioni stradali in direzione Pesaro, le quali ci obbligheranno a mantenere il lato sinistro a tutti e tre gli incroci che via via incontreremo. Ora la strada spiana per circa 1 Km fatta eccezione per due cavalcavia che permettono di superare l’Autostrada A-14 prima e la Ferrovia poi. Dopo circa 100 mt. da quest’ultima si lascia la S.P. 47 per deviare sulla destra in direzione Granarola, prima delle quattro Frazioni di Gradara che andremo ad attraversare. La strada, ombreggiata e poco trafficata (foto 3), scorre in piano per 1 Km e poi sale leggermente per i successivi 500 mt. fino a raggiungere il cimitero dell’omonima frazione. Qui saliremo fino a superarlo per poi girare bruscamente a destra in decisa discesa, ma non prima di aver approfittato per rinfrescarci alla fontanella posta nel muro esterno del cimitero, a sinistra del suo ingresso. Ora la strada scende sempre diritta per 500 mt. fino a raggiungere un sottopassaggio. Bene, d’ora in avanti il percorso sarà in costante salita per i successivi 4 km, fatta eccezione per un breve tratto di circa 200 mt., e ci porterà da 20 a 170 mt s.l.m.. La salita non è eccessivamente ripida, ma visto che siamo appena all’inizio del percorso si consiglia di impostarla a passo costante ma abbastanza rilassato, anche per permetterci di meglio ammirare il magnifico panorama che via via ci si presenterà. Quindi, superato il citato sottopassaggio, dopo circa 150 mt. giriamo a destra e saliamo per altri 300 mt fino a raggiungere un incrocio dove gireremo a sinistra per imboccare l’unica strada che attraversa Santo Stefano, la seconda della quattro frazioni di Gradara. Percorrendo questa strada, anch’essa poco trafficata, potremo godere sulla nostra destra di una magnifica vista del versante sud-est del Borgo di Gradara con all’apice il maestoso ed elegante Castello (foto 4), il quale ci terrà compagnia per l’intero anello e sarà il nostro costante riferimento per la conclusione del giro e la sua agognata “conquista”. Ma statene certi, venderà cara la pelle, come già avvenne nel 1446 quando Gradara riuscì a respingere l’assedio di Federico da Montefeltro Duca di Urbino. Torniamo a noi; dopo circa 2 Km si tira un attimo il fiato, ma solo un attimo, per una piccola discesa di 100 mt e la strada ricomincia subito a salire per abbandonare per qualche chilometro il Comune di Gradara ed entrare in quello di Tavullia, paese divenuto oramai da diversi anni meta di pellegrinaggio da parte degli appassionati di motociclismo, e non solo, in quanto qui è nato e vi risiede il grandissimo Valentino Rossi, 9 volte campione del mondo. Percorso 1 Km si gira sulla destra per percorrere gli ultimi 500 mt. di salita ed incrociare la S.P. 47 che da Gradara porta a Tavullia. Qui si gira a destra e finalmente si inizia a scendere. Il panorama che ci si presenta davanti, siamo nel punto più alto del percorso (170 mt s.l.m.) è da mozzafiato (foto 5), la vista infatti spazia su tutto il territorio di Gradara con la Rocca come sempre a farne buona guardia. Sullo sfondo il Mare Adriatico con le cittadine di Gabicce Mare ultimo paese costiero delle Marche e della provincia di Pesaro-Urbino e Cattolica, primo paese costiero della Romagna e della Provincia di Rimini. Con la vista si può distintamente seguire tutta la curva del litorale che vede succedersi Misano Adriatico, Riccione, Rimini con il suo grattacielo e via via con le altre cittadine costiere fino ad arrivare a Cesenatico e nelle giornate limpide anche oltre. Guardando invece verso l’entroterra è inconfondibile la sagoma a tre punte del Monte Titano (Repubblica di San Marino) al quale si affianca il Monte Carpegna e i contigui territori del Montefeltro. Dalla parte opposta è ben visibile il promontorio Parco Naturale San Bartolo che da Gabicce Mare arriva fino a Pesaro (“Che spettacolo!!!” direbbe Valentino Rossi, che non per niente ha deciso di rimanere a vivere in queste terre).

Ora la strada scende progressivamente in direzione di Gradara per entrare nella frazione di Pievevecchia, fino a raggiungere l’antica chiesetta (“Pieve Vecchia” appunto). Qui si lascia la S.P. 47 (foto 6) per girare a sinistra ed iniziare un saliscendi, con prevalenza di discesa, lungo circa 2 Km, poco trafficato e completamente ombreggiato da querce e ulivi e con il Castello sempre presente alla nostra destra (foto 7 e 8). Ora alla prima biforcazione si gira a sinistra e dopo circa 150 mt in pianura al primo incrocio si gira a destra. Abbiamo da poco superato la metà del percorso (km 12,5). Qui la strada si restringe e alla nostra destra possiamo vedere sulla cima del versante opposto la chiesetta di Fanano Alto, nostra prossima “preda”. Dopo alcuni saliscendi si segue la strada mantenendo la destra e si affronta una ripida discesa di circa 200 mt. che ci porta nella frazione di Fanano Basso (20 mt. s.l.m.). Qui incrociamo la strada che da Gradara porta a San Giovanni in Marignano, prendiamo a destra in direzione Gradara e dopo circa 1 Km in pianura, alla rotatoria giriamo a sinistra per un altro Km, sempre in piano (S.P. 47), in direzione Gabicce Mare (di tutto il percorso questo è il tratto più trafficato, si raccomanda l’utilizzo del marciapiede presente per circa 500 mt). Poco prima di salire sul ponte che supera l’Autostrada, si gira a destra in una strada secondaria che costeggia per 400 mt. l’A-14 fino ad imboccare di nuovo sulla destra una stradina che in 800 mt ci porterà dai 20 ai 102 mt. s.l.m. fino a raggiungere la cima della frazione di Fanano Alto. Questa è la salita più impegnativa del percorso, fortunatamente quasi tutta in ombra, su fondo in parte asfaltato ed in parte sterrato e con uno strappo centrale con pendenza superiore al 20%. Qui potrebbero farsi sentire sulle gambe i 16 Km già percorsi, ma con la consapevolezza che fatta questa rimane solamente l’ultima salita per “La conquista del Castello di Gradara”. Raggiunto il paese di Fanano Alto caratterizzato dall’antica Chiesetta (foto 9) si può finalmente tirare il fiato perché la strada, dopo 100 mt di piano, inizia gradualmente a scendere per oltre un Km. La discesa è resa particolarmente gratificante dalla veduta alla nostra sinistra della Rocca, ora molto più vicina. Al primo bivio si gira a sinistra, ancora in discesa, così come pure al secondo dove inizia un tratto in pianura di un km e mezzo in parte ombreggiato. Successivamente, subito prima di attraversare un ponticello poco visibile si gira a destra per imboccare una stradina imbrecciata. Teniamo poi la nostra sinistra trascurando la ripida salita che lasciamo a destra. Di fronte a noi, nascosta in mezzo al bosco, si intravede la più grande delle torri della cinta muraria del Castello (detta Femmina in contrapposizione al Maschio o Mastio che è la torre principale, nonché la più antica ed imponente) (foto 10). Siamo agli sgoccioli (Km 19,9), ma occorre attingere alle ultime riserve di energia, fisica e mentale, per affrontare l’ascesa finale. Attacchiamo la ripida salita di 100 mt. superata la quale la strada scende in maniera altrettanto ripida per poi ricominciare subito a salire. Dopo circa 400 mt. giriamo a sinistra ancora per una ripida salita di 100 mt. su fondo di asfalto un po’ sconnesso (foto 11). Ora il percorso prosegue in uno dei suoi tratti più suggestivi. Si percorrere infatti un sentiero di circa 200 in moderata salita che ci fa attraversare un bosco di querce secolari, sfruttato in passato come elemento naturale di difesa dagli attacchi al Castello (foto 12). Forza che ci siamo! Questa è l’ultima salita e siamo all’ultimo chilometro. Il sentiero termina sul Monte delle Bugie già citato all’inizio. Qui giriamo a destra percorrendo la cd. “Strada degli Innamorati” che costeggia tutto il lato nord del Castello. D’ora in avanti sarà un continuo susseguirsi di scorci e vedute assolutamente unici. Percorsi circa 200 mt. passiamo proprio davanti alla grande torre vista in precedenza dal basso (La Femmina) (foto 13) di fianco alla quale sono ancora visibili le grotte scavate nel tufo, utilizzate dai Gradaresi durante la 2° Guerra Mondiale per ripararsi dai bombardamenti aerei (in questi territori passava l’aimè celebre “Linea Gotica”). Di fronte alla “Femmina” si erge l’antico Convento (per i gradaresi “Il Conventino”) dei frati Cappuccini oggi perfettamente ristrutturato e adibito a dimora privata e per ricevimenti. Ora la strada scende per 200 mt. costeggiando tutto il lato ovest della Cinta Muraria (foto 14). In fondo alla discesa si tiene la sinistra ricongiungendosi così al primo tratto percorso inizialmente. Si passa nuovamente di fronte alla Torre dell’Orologio (foto 15 e 16) e arriviamo così nel Piazzale Mancini. Il percorso però non finisce esattamente qui. Infatti, per dare un’ultima scarica di adrenalina, si dovrà sprintare salendo tutti d’un fiato i 50 gradini della scalinata dalla quale siamo partiti, con tanto di esultanza finale degna del migliore Rocky Balboa! (foto 17 e 18). Il percorso è così terminato e siamo certi che chiunque ci si vorrà cimentare non potrà che rimanere rapito dalla sua bellezza. Nelle foto Marco, Lavinia e Riccardo del “Gruppo Sportivo Atletica 75 Cattolica”. Fotografie (esclusa la n. 1) di Marco Badioli.

CONDIZIONI IDEALI PER CORRERE

Il percorso descritto potrà essere affrontato in ogni periodo dell’anno, anche se la primavera e l’autunno permettono di meglio apprezzare gli splendidi colori della natura circostante. Inoltre, visto che la gran parte del percorso è sviluppata su strade secondarie in parte alberate e poco illuminate, è consigliabile effettuarlo di giorno, meglio se non nelle ore più calde. Vista la presenza di fontane solamente alla partenza/arrivo e al 4° Km,  non è male portarsi al seguito qualche rifornimento. Sempre in zona partenza/arrivo si può usufruire dei bagni pubblici oltre che dei numerosi bar e ristoranti.

La prima e più importante attrazione è ovviamente rappresentata dal Castello. Per gli orari consultare i siti internet di seguito riportati. Si consiglia inoltre la visita ai Camminamenti di Ronda, che percorrono il versante ovest della cinta muraria, il Museo Storico con armi e oggetti Medioevali e la Mostra delle Macchine da Guerra Medievali presso la “Casa del Gufo”. Inoltre nel Palazzo Vesini-Rubin vengono periodicamente allestite mostre a tema. Tre importanti eventi organizzati a Gradara sono:

Assedio al Castello (terzo week-end di Luglio): con fuochi pirotecnici, ricostruzioni di vita medioevale, combattimenti, musici, giullari, antichi mestieri…;

Castello di Natale (week-end precedenti e successivi il Natale): animazioni e bancarelle a tema natalizio;

INFORMAZIONI STRADALI

Gradara può essere raggiunta:

In Auto: Autostrada A-14 Bologna-Taranto uscita di Cattolica e seguire le indicazioni per Gradara;

In Treno: Stazione Ferroviaria di Cattolica poi autobus per Gradara;

In Autobus: Dalla Stazione Ferroviaria di Cattolica o anche da quella di Pesaro.

In Trenino Turistico: Numerosi sono i “trenini” su gomma che arrivano a Gradara da Cattolica o Gabicce    Mare.

– L’Aeroporto più vicino è a Rimini


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