Elena Gattei terza ai Campionati Nazionali di Jesolo

[singlepic id=608 w=320 h=240 float=left]Il tempo non ha di certo sostenuto l’ormai consueta rassegna nazionale riservata agli under 15, l’evento più importante dell’anno per i cadetti quest’anno ospitato a Jesolo (VE). La manifestazione prevede l’iscrizione dei migliori ragazzi alla squadra della propria regione, un vero e proprio Trofeo per Rappresentative. L’Emilia Romagna aveva tra le fila anche le nostre due astiste Francesca Della Chiara e Elena Gattei che si sono guadagnate la convocazione in virtù degli ottimi risultati di tutta la stagione (rispettivamente 3 e 1 nelle graduatorie regionali). Oltretutto Elena ha stabilito a Bologna, il 25 settembre scorso, anche il nuovo record regionale con 3,20, primato storico che era di Gazzotti Gloria, forte astista reggiana ora in forza al gruppo sportivo dell’Esercito.

LA CRONACA DELLA GARA

Primo intoppo per le ragazze dell’asta: la gara maschile del venerdì pomeriggio è stata posticipata al sabato mattina ore 11 a causa del temporale e del forte vento che ha contraddistinto la prima giornata. Ciò significa che la prova femminile è ritardata di ben due ore (dalle 15 alle 17), ore di trepida attesa che le ragazze gestiscono abbastanza bene. Come purtroppo previsto dagli addetti ai lavori i cadetti ci mettono quasi 5 ore per decretare il vincitore, il piemontese Spatafora che salta 3,90. Inizia il riscaldamento al femminile, per così dire; infatti la temperatura scende nonostante il bel sole rispuntato sin dalla mattinata. Due soli salti di prova per le 24 atlete accreditate. Differenti le altezze di ingresso che le atlete scelgono, alcune la falliscono subito purtroppo. A 2,60 altre ragazze escono di scena, misura alla quale entrano in gara le nostre: Francesca riesce al primo tentativo mentre Elena, conmplice un pò di emozione della prima volta a questo livello, supera al secondo assalto che le sarà purtroppo fatale per la classifica finale. L’asticella sale di 20 cm e Francesca va sù con un pò di problemi solo alla seconda prova a causa del solito mal di schiena che non l’ha fatta arrivare in forma a questo appuntamento; Elena di nuovo fa nullo complice l’asta trattenuta troppo a lungo che sbatte contro l’asticella e la fa cadere, ma sfoggia un salto buono con ampissima luce al secondo turno. A 2,90 arriva la prima selezione. Elena si carica e vola subito alta senza problemi, Francesca e l’altra compagna di rappresentativa, Ilaria Piccagli, falliscono al primo tentativo; Francesca stringe i denti e nonostante il dolore vuole continuare a tutti i costi; la sua terza prova è la più sfortunata perchè tira fuori un salto quasi perfetto ma l’asticella cade dopo avere “ballato” un pò sui ritti. Davvero solo sfortuna per lei mentre la Piccagli passa al secondo salto. I 3 metri rappresentano l’altezza decisiva, da 7 rimangono in 4 tra cui Elena che dimostra carattere con un salto davvero bello. La marchigiana Piergallini fa tattica (in gergo “spezza la misura”) e prova i 3,05 senza fortuna mentre le altre vanno a 3,10. Senza rendersi conto Elena è già sul podio a un solo errore di distacco dalla piemontese Helen Falda; Francesca Semeraro, la super favorita della vigilia, dimostra una superiorità schiacciante e mette al sicuro l’oro con un salto fantastico. La Falda sbaglia di molto il primo assalto come Elena, per poi bloccarsi al secondo tentativo; a questo punto la romagnola tenta la mossa del cambio asta (più “dura” e quindi più complessa da gestire) con grossa paura, paura che capisce di dover affrontare: fallisce la seconda prova. La piemontese finisce la gara con un salto non chiuso mentre Elena ci crede ancora, prende una rincorsa decisa e sfiora davvero di poco la misura. Finisce terza a pari misura con la seconda solo per un errore di differenza, quello all’altezza d’ingresso. Peccato davvero. La tarantina Semeraro, al primo anno di categoria (classe 1997), supera 3,40 al terzo tentativo per poi tentare il record italiano di 3,56 senza esito positivo.

La gara difficile per tensione, il clima non ideale (temperatura di 12 gradi!) e la durata (ben 3 ore e mezza) hanno messo a dura prova il carattere delle nostre due portacolori; la gestione nervosa dell’evento sarà di sicuro insegnamento nelle gare che verranno e non solo…quando si dice che i valori dello sport non hanno confini.

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