Un compleanno alla rovescia

Perché aggiungiamo sempre gli anni alla nostra età societaria? E’ vero, sono più di 7 lustri ormai ed è fisiologico considerare i segni del tempo che si notano sugli impianti di certo non all’altezza dell’attività e obsoleti dal punto di vista della progettazione funzionale (nonostante qualche piccola ristrutturazione). Non possiamo eliminare le rughe che fanno capolino sui nostri visi sorridenti e semplici come ai primordi, fanno parte di noi e le amiamo per questo. Ma immaginiamo per un attimo che il termine di paragone non sia il calendario che avanza, non sia lo scorrere delle settimane e dei mesi ma l’età di coloro che conoscono per la prima volta la nostra famiglia sportiva.

Bimbi della prima infanzia che impauriti dai rumori e dai colori scappano urlanti e in lacrime dai genitori, frugoletti di cinque anni che si arrampicano, scavalcano, strisciano, saltano giù, rotolano, corrono e si arrabbiano a morte con i maestri quando è l’ora del “trenino” che li riporta a casa. Pensiamo anche a fanciulli che entrano per la prima volta in un gruppo con le sue dinamiche sociali (amico, nemico, capo, gregario, solitario) e attraverso il gioco “atletica” imparano a valutare i propri comportamenti e i gesti sportivi; ci sono fanciulle che hanno la voglia di cimentarsi con esperienze sportive più impegnative, devono assimilare abilità “ginnastiche” complesse insieme alle loro devote insegnanti. Non dimentichiamo il contributo alla strana causa cronologica di adolescenti alle prese con un periodo di crescita davvero cruciale; per mezzo dello sport conoscono limiti e opportunità, gestiscono squilibri e riprese sia tecnici sia personali, si aprono ad esperienze geografiche importanti durante le trasferte.

Non da ultimi invidiamo i nostri sempreverdi appassionati dello stare in forma che ogni mattina e ogni sera riempiono la palestra di aneddoti, chiacchiere e barzellette tra un esercizio di allungamento e una serie di addominali. Loro incarnano il tempo che si è fermato, l’esempio della cultura del movimento per tutta la vita.

Sono questi i motivi e gli animi che ci fanno superare il timore dei 37 che diventeranno 38, 39 e così via; a noi piace ascoltare l’età biologica e lo spirito giusto che crea le nostre intenzioni, adoriamo osservare le nuove leve per rubarne quell’energia necessaria a restare più giovani che mai !!!

Dunque buon compleanno alla rovescia.