Omaggio a Pietro Mennea

[singlepic id=860 w=320 h=240 float=left]Tutti sanno chi è Pietro Mennea. Pallavolisti, cestisti, calciatori, appassionati di sport, la gente comune. Intere generazioni hanno iniziato con le proprie gesta sportive grazie al modello di Mennea. Gli amanti dell’atletica leggera in particolare volevano a tutti i costi correre così veloce, emulare, un giorno, i suoi successi in giro per il mondo o applaudirlo in una gara nazionale o ancora, come accaduto nel 1974 a Roma (Campionati Europei), aver la fortuna di fare il tifo per lui nella cornice di un evento internazionale. Viene subito in mente la coincidenza della sua ribalta con l’inizio del sogno atletico di Cattolica (decennio dal 1974 al 1984), come a dire che la sua determinazione, l’impegno maniacale per i giovani, la passione, l’ immane sacrificio quotidiano (anche nelle feste comandate) sono stati gli stessi principi ispiratori dei nostri dirigenti di allora. Un pensiero quindi ad Andrea Ercolessi, proprio in questi giorni ricordato dalla famiglia, Liviano Lisotti, Luigi Zavagnini, Renato e Adele Cerri solo per citare alcuni di coloro che tuttora sono parte integrante del consiglio direttivo e che si “vedono” sul campo con l’entusiasmo di sempre. Mennea dicevamo. Un uomo tutto d’un pezzo, controverso come tutti gli addetti ai lavori sanno, ma senza peli sulla lingua, sincero. Avesse conquistato solo parte di quelle strepitose medaglie sarebbe rimasto comunque nella storia dell’atletica mondiale per il suo modo di interpretare lo sport, il nostro per fortuna. Il suo record europeo sui 200 metri resiste tuttora (quel 19″72 di Città del Messico del 12/09/1979 che è stato per molti anni anche primato del mondo prima dell’arrivo della furia texana Michael Johnson), segno che l’etica personale, il sudore, la motivazione, il credere in qualcosa erano valori primari allora come oggi, un messaggio attuale che spesso ci dimentichiamo. Oggi possiamo solo rendere un umile omaggio ad un campione con cui abbiamo sempre condiviso il senso dello sport (a sua insaputa purtroppo). Ci piacerebbe nascesse anche da noi un atleta così, con la A maiuscola.