Un pezzo di Atletica 75 Cattolica a Borgo Valsugana

[singlepic id=957 w= h= float=left]Qualsiasi vigilia crea incertezza, fibrillazione, curiosità, desideri, sogni. Ciascun epilogo è poi delusione per alcuni e felicità per altri. Ma la sicurezza nei propri mezzi e l’obiettività nelle valutazioni danno importanti indicazioni su ciò che succederà nonostante le variabili siano tante e alcune incontrollabili. Infatti molta fiducia interiore e spiccato autocontrollo hanno accompagnato i due giovani cattolichini, Pani e Temellini, che in questo fine settimana hanno preso parte alla spedizione regionale partita alla volta di Borgo Valsugana per sfidare le altre venti compagini della bella penisola italiana.

Alessandro ed Enrico, seppur con personalità diverse, hanno messo a frutto il lavoro di questi due anni e hanno dato il massimo raggiungendo gli obiettivi prefissati. Cosa non da poco. Quali obiettivi? Gestione emotiva dello sforzo e della competizione, comprensione dei valori di fondo, rapporto con i compagni e gli sfidanti. Condizioni così astratte racchiuse in un salto in lungo e in una corsa ad ostacoli?! Proprio così. La miglior soddisfazione è stata osservare che i due atleti del 1999 hanno conquistato una bella fetta di maturità. La loro espressione, i loro sguardi, le rispettive movenze in pedana e sui blocchi di partenza hanno “detto molto”. Pochissimi errori, ci hanno provato con tutte le risorse a disposizione, nulla da recriminare.

Enrico ha amministrato la qualificazione con autorità nonostante una falsa partenza di un toscano e ben due “al tempo” di un trentino che ha creato molta adrenalina tra gli ostacolisti. Record personale (13″74) centrato subito con bella scioltezza. Nella finale di cinque ore più tardi tutta un’altra storia. Il favorito laziale ha volato tra le barriere stabilendo la miglior prestazione italiana scendendo sotto i 13 secondi ma Enrico non si è fatto sorprendere dall’emozione e ci ha “tirato dentro” fino al quarto ostacolo rischiando il contatto con il veneto in terza corsia. Le gare di corsa consentono pochi istanti per ragionare, cercare freddezza, trovare le energie, lo starter è pronto in men che non si dica, con la sua pistola, a dare il via alla battaglia. Enri ce l’ha fatta alla grande.

Per Alessandro la situazione è stata completamente differente. Una gara più lunga, logorante a livello nervoso, sei salti in cui attendere il proprio turno e mettere a segno la zampata decisiva. Al primo tentativo ha messo immediatamente le cose con 6,48 davvero “facile” con altri due assalti sopra i 6,20. Finale scontata perché sapeva di essere tra i migliori otto e l’ha conquistata con caparbietà. Nelle ultime tre prove il ragazzone veneto ha scosso la gara con due salti favolosi di cui uno da 7,11 metri. Imprendibile. Ale ha provato ad agguantare la seconda piazza al quinto turno con un salto molto lungo ma “nullo” di pedana per poi esibirsi in una ultima bella prova in linea con le sue potenzialità (6,46). Dalla seconda alla quinta piazza solo 15 cm, bella sfida da gustare anche sugli spalti.

L’asso nella manica è stato per entrambi la forza dei compagni di allenamento quotidiano che, da casa, hanno fatto il tifo per loro, senza invidia, anzi, con molta partecipazione e sostegno sincero. Anche in atletica il gruppo fa la differenza. Noi ne abbiamo uno fantastico.