Impressioni olimpiche: una storia lunga 42 km

Immagine1(a cura della sezione podismo) La gara più famosa dei Giochi Olimpici moderni. Fu istituita in onore dell’impresa del messaggero ateniese Filippide,  che in pochi giorni coprì quasi 500 km come “staffetta di guerra” per chiedere prima aiuto a Sparta nella battaglia contro i persiani che si attestarono a Maratona e poi per annunciare la vittoria ai suoi ed evitare che la città fosse bruciata (al tempo non si doveva lasciare nulla al nemico, nemmeno da vinti); i suoi ultimi 42 km corrispondono proprio alla distanza che separa Atene da Maratona. Una storia che appassiona ancora molti corridori, una distanza amata in tutto il mondo.

MARATONA FEMMINILE

Nel pomeriggio italiano del 14 agosto è andata in scena la gara femminile. Alla partenza l’Italia è rappresentata da tre atlete: Valeria Straneo, Anna Carmela Incerti e Cathrine Bertone, esordiente sulla distanza olimpica ancorché non più giovanissima. La giornata calda non impedisce una partenza a ritmi sostenuti, il passaggio ai primi 10 km fa registrare un crono poco sopra i 34 minuti con un passo al km di 3’24”. Subito davanti Kenya, Etiopia, Bahrein, Bielorussia e Stati Uniti, più distanziate le nostre prima delle quali la Straneo. Reduce da un infortunio saggiamente ha impostato il ritmo di gara non sulle avversarie ma in base alla propria condizione fisica. Al passaggio della “mezza” il gruppo di testa fa segnare 1h 12’56”, diciassettesima la Straneo a 43″. Al 25^ km si forma un gruppetto di 9 atlete con la Straneo in ritardo di 1’20” ma con ritmo costante e corsa efficiente. In testa prende un pò di vantaggio, a sorpresa, la bielorussa Mazuronak che verrà poco dopo riassorbita dalle inseguitrici. A 7 km dal traguardo la leadership vede due etiopi, una kenyana, due del Bahrein, una statunitense e una bielorussa. Straneo in dodicesima piazza. Al 36^ km la svolta. La kenyana e una delle etiopi danno uno strappo forzando il ritmo a 3’10” al km, passo che fa selezione e al 40^ km rimangono in tre: Sumgong (KEN), Dibala (ETH), Kirwa (BRN). Si stacca per prima la nordafricana Dibala, la Kirwa ci prova ma non ce n’è. Oro alla Sumgong in 2h24’04”, argento alla Kirwa in 2h24’13”, bronzo Dibaba in 2h24’30”. Valeria Straneo 13^ in 2h29’44”, lo stagionale. 25^ la Bertone che chiude in 2h33’29”, gioiosa a tal punto da improvvisare passi di danza; lei non è atleta professionista ma medico pediatra, un sogno olimpico che corona una passione/carriera formidabile. Non pervenuta la Incerti ritiratasi per una distorsione nella seconda metà di gara.

MARATONA MASCHILE

Nell’ultimo giorno di gare a Rio ecco la maratona maschile. L’Italia schiera il campione europeo in carica Daniele Meucci nei confronti del quale ci sono importanti attese, il veterano Ruggero Pertile e il carabiniere Stefano La Rosa. Lo start viene dato sotto uno scroscio di pioggia forse non del tutto sgradito agli atleti, le temperature sono rimaste piuttosto alte. Nei primi 10 km il gruppo si muove compatto con un passo medio al km di 3’10”. Al 13esimo km ahi noi il colpo di scena: si ritira Meucci inquadrato dalle telecamere mentre si slaccia la scarpa destra e zoppica verso le transenne a bordo strada; si scoprirà poi essere partito con un problema fisico che si è riacutizzato nel primo quarto di gara. Alla “mezza” il plotone è ancora compatto con in testa il kenyano Korir in 1h05’05” con una proiezione finale da 2h10′ circa. Gli italiani sono distanziati di 21″ Pertile e 50″ La Rosa. La svolta al 32esimo km quando il ritmo sale con alcuni passaggi da 3′ al km (impressionante). In testa due etiopi, un kenyano e uno statunitense. A 6 km dall’arrivo la classifica rispecchia quello che poi sarà l’ordine finale: Kenya con Kipchoge che scappa via con passo felpato, Ethiopia con Lilesa e la sua corsa frequente a “braccia chiuse” e USA con Rupp, un bianco tra gli africani. Rispettivi crono: 2h08’44”, 2h09’54”, 2h10’04”. Azzurri in 38^ piazza con Pertile e 57^ Stefano La Rosa. Delusione per ciò che avrebbe potuto fare il talento Meucci, capace già di correre la maratona intorno alle 2 ore e 10 minuti. Da notare un altro americano in sesta posizione, Jared Ward; gli statunitensi fanno registrare entrambi il record personale nell’occasione più importante dell’anno…del quadriennio!